Galleria
Il Paese
Siamo in Umbria, in provincia di Perugia, nel comune di Marsciano.
Compignano è un paese sopraelevato e sporgente sulla valle del Nestore che qui descrive un ampio arco a ferro di cavallo. Il paese è collocato in un paesaggio agrario, ove sfuma il territorio pacato della collina e inizia quello accidentato che caratterizza la parte occidentale del marscianese; tratto d’unione tra la strada della collina e quella che costituisce il prolungamento di Via Settevalli, l’antica Via Orvietana.
Oggi il Castello, aggraziato e silenzioso, mostra ancora l’antico impianto a scacchiera, sia pure con andamento circolare delle mura, ancora ben conservate.
La porta d’accesso, che si apre su piazza della Vittoria, ci introduce dentro il piccolo borgo. Sopra la porta si erge una torre in pietra che, costruita nel XIII secolo e ricostruita nella prima metà del XVI, è l’unica che resta delle altre cinque torri che caratterizzavano il castello di Compignano. Sui resti di un’altra di queste torri, nei pressi della porta d’accesso, è stato costruito nel 1925 il campanile del paese.
Addentrandoci per il borgo tramite la via che sale dalla porta d’accesso si giunge innanzi al palazzo gentilizio del Seicento, un tempo dei Monaldi e oggi proprietà Corneli.
Di fronte al palazzo è situata la Chiesa Parrocchiale di San Cristoforo e proseguendo per le vie del paese ci immergiamo in una quiete e una tranquillità irreali, forse fuori tempo per la nostra civiltà frenetica e rumorosa ma sicuramente condizioni ideali per chi è alla ricerca di oasi di pace.
Girovagando tra i vicoli medievali, non mancano gli antichi elementi in cotto che disegnano archi (finestre e porte) di stile quattrocentesco.
In fondo all’altra via principale di Compignano, perpendicolare alla via che sale dalla porta di accesso, si trova la Chiesa della Madonna del Crocifisso.
Compignano fu centro d’attività artigianali che dettero lustro al borgo: falegnami costruttori di carri, fabbri ed i bottai. Fino al 1915 circa fiorì anche l’arte dei tessuti (tovaglie, coperte, lenzuola) che uscivano dai telai a mano.
Altra importante attività, nella quale si distinguevano alcuni uomini del paese, era quella dei fornaciai e nei primi anni 2000 ha ospitato la prima Antenna Museale del Museo dinamico del Laterizio e delle Terrecotte; una realtà espositiva di piccole dimensioni, all’interno del borgo, che ha avuto lo scopo di documentare il ruolo del castello, la sua vicenda storica e, soprattutto, il suo ruolo nell’attività della produzione del laterizio.
Scendendo da Compignano verso il vecchio mulino, ed attraversato il ponte sul Nestore si sale lungo una tortuosa strada fino al bivio con l’antica Via Orvietana in cui è visibile l’Antica Fornace del XVII secolo.
Filarmonica
Fondata nel 1899, la Società Filarmonica Compignano APS è una associazione nata con finalità statutarie di diffusione e promozione della cultura musicale attraverso la Banda e l’organizzazione della propria scuola di musica.
La Presidenza è affidata a Oscar Rossini Roscini e la Direzione Artistica al maestro David Biagini.
Contatto di riferimento per Richieste Informazioni e Servizi: Alessandro Moscatelli cell. 320 0407926
La prima testimonianza scritta della volontà di costituire una fanfara, a Compignano, porta il “timbro” del 1° marzo 1902. A questa data, infatti, risale una cartolina postale, inviata dallo Stabilimento musicale Pelitti di Milano, in cui sono riportati i prezzi di alcuni “istrumenti”. Il documento è indirizzato al signor Anacleto Bertolini, colui che, secondo le testimonianze orali, sarebbe stato fra gli ideatori della banda musicale, nel febbraio del 1899.
in foto: la fanfara nel 1913
In quegli anni matura l’idea di una fanfara “per dare lustro a Compignano e, nel contempo, ingannare in modo nuovo le lunghe serate invernali”. Gran parte della popolazione di Compignano, costituita per lo più da mezzadri e fornaciai, con una discreta presenza di commercianti ed artigiani, contribuisce all’acquisto degli strumenti musicali, costati all’epoca, circa 195 lire.
Il 1907 segna l’inizio di un legame indelebile fra la Filarmonica compignanese e la festa del Santissimo Crocifisso, istituita proprio in quell’anno. A seguito di un lungo periodo di siccità, infatti, i compignanesi, guidati dal parroco don Gabriele Brustenghi, chiedono l’intercessione del Crocifisso, con una processione. Al ritorno cominciano a cadere le prime gocce di pioggia: è l’inizio di una celebrazione che, da allora, si ripete puntualmente ogni anno, la seconda domenica di maggio. Probabilmente da quella data, inizia la presenza ufficiale e significativa della banda alla processione del mattino e al concerto, nella piazza del paese, nel pomeriggio.
Nel 1912 il gruppo di musicanti compignanesi decide di assumere il nome di Società Filarmonica, che conserva ancor’oggi, e nel 1920 la fanfara si trasforma in banda musicale.
Gli anni ‘30 segnano un importante punto di svolta per la banda musicale che si dota di un locale proprio prima e di un terreno dopo in cui edificare un locale adatto alle sue esigenze. L’edificio così costruito in Via Vittorio Veneto viene ufficialmente riconosciuto di proprietà della Società Filarmonica nel marzo del 1950.
in foto: la Casa della Filarmonica
All’indomani della Seconda guerra mondiale, nel 1947 viene redatto il primo regolamento che sfocia, poi, in alcune modifiche, nello Statuto del 1949. Lo statuto, redatto con atto pubblico, consta di 12 articoli: i primi due di carattere generale, relativi alla costituzione e alle finalità della banda stessa; gli altri, più specifici, regolano la vita interna della banda, le modalità d’ammissione di soci-musicanti, le funzioni del Consiglio direttivo. Solo a partire dal 1998 lo Statuto viene modificato per un adeguamento della Società al nuovo regime fiscale.
in foto: il primo statuto del 1947
Un ruolo non secondario è stato svolto dalla Società Filarmonica nell’ambito della promozione culturale grazie all’organizzazione di gite, feste e viaggi culturali sin dal 1969.
È sempre con la Società Filarmonica che Compignano organizza feste di Carnevale e di fine anno. Dal 1997 è tornata a rivivere una particolare tradizione carnevalesca, istaurata nel 1960, che porta i compignanesi a sfilare per le vie del paese esibendo un carro allegorico, sul quale troneggia un paonazzo Bacco di legno.
in foto: la banda musicale in piazza nel 75° della fondazione nel 1974
Nel 1974, la banda musicale festeggia i 75 anni dalla sua fondazione. Nell’occasione i musicanti vengono ufficialmente dotati di una divisa e accolgono nell’organico un gruppo di majorettes, che resiste fino all’inizio degli anni ‘80.
Nell’ottobre del 1975, la banda musicale di Compignano compie una trasferta storica recandosi a Roma per partecipare alle celebrazioni dell’Anno Santo. La piccola banda di Compignano, che si distingue tra le altre, accompagnata dalla bandiera tricolore, strappa ammirazione e applausi tra la gente.
In questi anni, la Società Filarmonica inizia a curare la preparazione dei componenti della banda grazie ai corsi di formazione musicale nei locali del CSEP.
La banda oggi, oltre ad accompagnare i momenti più significativi di vita associativa della comunità paesana, partecipa a incontri e raduni bandistici, promossi a livello regionale.
in foto: processione verso il poggettone nella festa del SS.Crocifisso del 1981
Foto ricordo dei partecipanti ai 100 anni della banda nel 1999
Foto ricordo dei partecipanti al concerto per i 125 anni della banda nel 2024
Pubblicazioni sulla Società Filarmonica di Compignano

Cento anni di musica 1899-1999 (Sonia Montegiove, Monica Silvestri). 1999

La Casa della Filarmonica di Compignano tra passato e presente (Lucia Barberini, Claudio Mariotti, Michele Titoli). 2013

125 anni di storia 1899-2024 (Lucia Barberini, Claudio Mariotti, Michele Titoli). 2024
Circolo
Fondato nel 1986, il Circolo ANSPI San Cristoforo Compignano APS è una libera associazione a carattere culturale, religioso, ricreativo, sociale e sportivo, nata con l’obiettivo di promuovere la vita aggregativa nel paese.
La Presidenza è affidata a Simone Biagini cell. 328 7593741.
I locali comodati al Circolo si trovano in Piazza della Vittoria, nel cuore di Compignano.

in foto: locale circolo
L’associazione gestisce, inoltre, un impianto sportivo situato a breve distanza dal centro storico, il cui utilizzo è riservato esclusivamente ai soci.

in foto: impianto sportivo
Il Circolo è promotore di
numerose iniziative durante tutto l’anno, capaci di coinvolgere grandi e
piccini. Le proposte spaziano tra feste a tema e serate gastronomiche dedicate,
con specialità che vanno dalla cena bavarese al baccalà, dal barbecue ai primi
piatti, dall’american food ai dolci tipici di carnevale.
in foto: tradizionale cena dell’oca 2026
L’evento più rappresentativo è la Festa di San Cristoforo, Patrono del paese, che si svolge a fine luglio; la manifestazione comprende la tradizionale cena dell’oca e i giochi paesani.
Il palio viene conteso dai 4 rioni in gara: "Case Nuove e Rosino" (blu), "Centro" (giallo), "Poggettone e Fornaci" (rosso) e "S. Margherita e Montestradello" (verde).
in foto: locandina Festa di San Cristoforo
Per tredici edizioni, grazie alla dedizione di amici, volontari e compaesani, il Circolo ha custodito e donato al paese uno dei suoi momenti più intensi: il Presepe Vivente, sospeso solo durante il silenzio imposto dal Covid.
In quelle notti d’inverno, Compignano non era semplicemente un borgo: diventava un luogo fuori dal tempo, dove le pietre dei vicoli sembravano raccontare storie antiche e la luce tremolante delle fiaccole trasformava ogni passo in un ritorno alle origini.
Oltre cento figuranti ridavano vita alla Natività, mentre i vecchi fondi del paese, riaperti come scrigni di memoria, ospitavano i mestieri di un tempo: mani che intrecciavano, modellavano, impastavano, come se il passato tornasse a respirare accanto a noi.
La manifestazione era un crescendo di emozioni: la Messa della Vigilia, che riuniva la comunità in un abbraccio di attesa; i concerti della Filarmonica e dei gruppi musicali della zona, che riempivano l’aria di armonie calde; la sfilata dei Re Magi a cavallo, che attraversava il borgo come una visione luminosa; e infine la rappresentazione del Battesimo di Gesù, capace di riportare ogni spettatore al cuore più profondo del Natale, dove fede, tradizione e comunità si intrecciano in un’unica emozione.



in foto: Presepe Vivente
Campo di Giano
Fondata nel 1992, l’Associazione culturale Campo di Giano ha lo scopo di promuovere e conservare il patrimonio storico ed artistico del borgo. È proprietaria del complesso immobiliare, ricevuto in donazione, affidato in comodato alla Cooperativa Sociale Nuova Dimensione per la realizzazione della ‘Casa di Pollicino’. L’Associazione organizza eventi a tema, cura la pubblicazione di opuscoli informativi sulla storia del paese, l’attività del locale gruppo Teatrale amatoriale e cura l’allestimento di una mostra espositiva, ubicata nella Chiesa del SS. Crocifisso, in cui sono raccolti ed esplicato gli antichi documenti dell’archivio della Chiesa Parrocchiale.
La Presidenza è affidata a Michele Titoli cell. 331 4176396.
Pubblicazioni a cura dell’Associazione Campo di Giano

Centenario della Festa del SS.Crocifisso - Compignano 1907-2007. 2007

La Cisterna e il muro della Piazza in Compignano. 2012
Fondazione
Fondata nel 2017, la Fondazione Compignano promuove la tutela del patrimonio storico‑artistico, la valorizzazione culturale del territorio e la coesione sociale della comunità.
La Presidenza è affidata ad Augusto Coli tel. 075 8784480.
https://www.fondazionecompignano.it/
Pubblicazioni della Fondazione Compignano
La
Chiesa Parrocchiale di San Cristoforo a Compignano. 2019
Parrocchia
Chiesa Parrocchiale di San Cristoforo

Le prime notizie storiche che si hanno già a partire dal 1266, nelle quali
si riferisce che detta chiesa era soggetta per metà al Priore di San Valentino
e per l’altra metà al Monastero di San Pietro.
Da un manoscritto custodito negli archivi parrocchiali si sa che nel XVII secolo la chiesa era a tetto, con un arco centrale. Sulla fine del ‘700, parroco don Giuseppe Codanti, fu ricostruita quasi per intero e con il tetto a volta, con cinque altari e con quadri dipinti da Anton Maria Garbi. Nel 1905, dopo la morte del parroco Vecchi, la chiesa venne ricostruita per intero pur mantenendo le caratteristiche originarie.
Al suo interno oggi si custodisce un dipinto su tela del XVII secolo rappresentante San Cristoforo, mentre su una nicchia situata sopra l’ingresso della parte sinistra della Chiesa si trova una statua lignea della Madonna con Bambino. Le volte del soffitto mostrano degli affreschi con Angeli nello sfondo.
Parroco Don Gaetano Romano cell. 347 7994147
Approfondimento storico sulle Chiese di Compignano
Attività
In questa sezione sono riportate le realtà del centro storico.
Maca Muta
Il Ristorante Maca Muta di
Compignano offre un’esperienza conviviale autentica, unendo cucina di qualità,
accoglienza calorosa e servizi moderni che rendono ogni visita semplice,
piacevole e da condividere.
https://macamuta.sitoup.com/ILV/index.jsp

La Bottega di Casa Breccia
La Bottega di Casa Breccia è un punto di riferimento per il paese: oltre ai generi alimentari di prima necessità, offre una selezione di prodotti tipici del territorio, frutto delle tradizioni agricole locali. Sugli scaffali si trovano lenticchie, cereali, legumi, vini, olio d’oliva, pasta di grano duro e farine. Il negozio propone anche un servizio di aperitivi e pasti veloci, ideale per chi desidera gustare prodotti genuini in un ambiente familiare.

Contatto di riferimento: Silvia Girneata cell. 329 2138070
Forno Falo
Nel cuore del paese, in Via Cavour, è attivo un forno a conduzione familiare che ogni giorno sforna pane fresco e prodotti da forno tradizionali. Grazie alla qualità delle materie prime e alla cura artigianale, il forno rifornisce non solo gli abitanti, ma anche diverse attività commerciali e centri della zona, mantenendo viva una tradizione che da anni accompagna la comunità.
Contatto di riferimento: Mario Della Penna cell. 331 4707693
Tradizioni
Gli appuntamenti della tradizione compignanese:
- 17 gennaio (o prima domenica successiva): Festa di Sant’Antonio Abate e Benedizione degli animali;
- Venerdì Santo: Processione del Cristo morto;
- Seconda domenica di maggio: Festa del SS. Crocifisso, Processione e concerto della Filarmonica;
- 22 maggio: Processione in onore di S. Rita;
- 25 luglio: Festa di San Cristoforo, patrono del paese protettore dei Pellegrini, Motoristi, Viaggiatori, Ferrovieri, Tranvieri, Automobilisti;
- 4 novembre (o prima domenica successiva): Festa dell'Unità Nazionale e Giornata delle Forze armate, a ricordo dei caduti in guerra;
- 22 novembre (o prima domenica successiva): Festa di Santa Cecilia, patrona della musica.
La Storia
Le prime notizie su Compignano, il cui nome dovrebbe derivare da Giano, risalgono al 1240, quando Andrea di Giacomo, stato podestà di Firenze, era padrone di Compignano, castello a forma circolare munito al tempo già da torrioni.
Nel XIII secolo erano molte le famiglie e i gruppi signorili che nel territorio perugino erano possessori di più castelli (castra). Tra questi vi erano i Montemelini che al tempo potevano vantare un patrimonio castrense ragguardevole, seppure territorialmente disperso.
Di questa famiglia faceva parte Andrea di Giacomo (Andree Iacobi) che acquisisce tramite pecunia nel 1240 i castelli di Montegualandro e Valiano da un ramo dei marchesi di Colle.
Nel 1247 il comune di Perugia condanna Raniero, Andrea e Avultrone, figli di Andrea di Giacomo, colpevoli di tradimento a favore dell’imperatore Federico II, alla confisca di vari castra posseduti in tutto o in parte, tra i quali vi era anche Compignano.
Passato così dal dominio feudale a quello comunale, Compignano ebbe presto un ponte sul Nestore che fu iniziato ad essere costruito nel 1275 e poi interrotto, dal comune di Perugia per circa vent’anni, per consentire la costruzione di quello di Deruta. Fu finito solamente nel 1296.
Nel 1312, Compignano, fu saccheggiato e bruciato dal passaggio delle truppe dell’imperatore Arrigo VII di Lussemburgo che devastarono sistematicamente tutti i castelli delle colline.
Nel 1361 in mezzo alle continue ostilità tra nobili e popolani, il castello tentò di sottrarsi alla signoria di Perugia. Alcuni anni più tardi e precisamente nel 1398 Monaldo di Ripalvella, essendosi qui rifugiato con alcuni fuoriusciti perugini, tentò d’impossessarsene a scapito di Perugia. Gli stessi uomini che gli avevano agevolato il rifugio tra le mura del castello e che erano Giovanni di Lallo di Marsciano, Bruscoluccio di Rizio e Nicolò di Giovanni, lo fecero prigioniero e dichiararono di non volerlo rilasciare se non mediante lo sborso di una cospicua somma di denaro.
Monaldo ricorse allora agli stessi magistrati perugini offrendo loro la restituzione del castello qual ora fosse stato liberato, riottenendo così la libertà. Il Castello ritornò sotto i perugini, i quali esigettero da lui l’assicurazione che non avrebbe mai più molestato né il Comune di Perugia né le persone suddite o accomandate. Ai tre ribelli poi fu afflitta la condanna di 500 libbre di denari, furono rase al suolo le case e confiscati i beni, mentre a risarcimento degli abitanti caduti in miseria furono prestate quaranta corbe o rubbie di grano.
Già dal 1368 era nata una controversia fra Gerolamo e Ludovico dei Conti di Marsciano intorno ai confini di Poggio Aquilone e di Compignano, per essere poi ricomposta nel corso degli anni dal Magistrato di Perugia.
“Confini che chiudano e terminano la cura e parrocchia di S.Christofaro di Compignano di P.S.P.
Prima dalla parte di Oriente termina la detta parochia un monticello chiamato Gagliello et una strada che dal ... Spina et S.Ellera.
Dalla parte di Occidente termina un luogo chiamato Sto Anicolo et una strada maestra che va dal Mercatello a Orvieto.
Dalla parte di mezzo giorno termina una chiesa chiamata S.Croce et un luogo chiamato la Costa del Gatto.
Dalla parte di aquilone terminano due fiumi, cioè la Genna et il Nestore.”
Intorno al 1400 si hanno testimonianze, in Umbria, di un movimento religioso con la qualifica “dei Bianchi”, e se ne hanno notizie in fonti quali le visite apostoliche e pastorali come, ad esempio, di Spina, Compignano e Poggio Aquilone in diocesi di Perugia.
Nel 1440 il castello era ritornato in possesso del conte Federico di Bernardino di Marsciano, il quale però, nel maggio dello stesso anno, lo pose sotto la protezione di Perugia.
Una testimonianza delle leggi che disciplinavano la vita di quei tempi è riportata dallo scrittore ‘Ascenzo Riccieri’ nello Statuto di Marsciano del 1531.
Ai primi del XVII secolo Compignano fu dominio dei Monaldi e nel 1631 fu iniziata la costruzione del palazzo di Benedetto Monaldi Baldeschi, vescovo di Perugia. Si hanno notizie sulle visite fatte da Monaldi al castello negli anni 1637 e nel 1641 dopo l’elezione a cardinale.
Ci sono notizie che il palazzo fu fatto costruire sostituendo un precedente edificio di peculiari caratteristiche militari, un mastio che era parte integrante della struttura duecentesca del borgo.
Il castello di Compignano è stato quasi sempre compreso nel rione di porta San Pietro.
Nella descrizione dei castelli e delle ville del territorio perugino fatta dai priori nel 1380, Compignano era assegnato fra i castelli di Porta Borgne, così come all’epoca della creazione dei capitani del contado nel 1428.
in foto: dettaglio del territorio “PERVSINI” di Egantio Dante datato 1584
in foto: dettaglio del territorio dello Stato Pontificio con Compignano datato 1612
Attraverso i censimenti dello Stato Pontificio ai primi dell’800, abbiamo alcune statistiche e censimenti del territorio marscianese con i paesi appodiati ai quali facevano riferimento alcune frazioni. Tra questi è presente anche Compignano, uno dei paesi più consistenti come numero d’abitanti e per ampiezza territoriale, memore di una realtà sociale ed un’eredità storica che ci porta lontano nel tempo.
Un recente lavoro di ricerca negli archivi parrocchiali ha consentito di riprodurre con esattezza un censimento sulla popolazione del territorio compignanese sin dal 1771.
Alcune vicende storiche legate a Compignano dall’Unificazione d’Italia fino al 1899 si hanno attraverso le attività amministrative del Comune di Marsciano e del suo territorio.
Nel periodo del primo censimento del giovane Stato italiano del 31/12/1861, Compignano contava 600 abitanti ed era uno dei 4 paesi appodiati dal Comune di Marsciano. Oggi la popolazione residente ammonta a circa 250 abitanti.
Approfondimento storico
Gastronomia
Gli eventi sociali che allietano la vita compignanese mettono in tavola pietanze preparate dalle preziose mani di un gruppo di donne del paese.
È proprio grazie alle “Cuochedituttounpò…” che ogni iniziativa raggiunge il massimo successo: la loro passione, l’amicizia che le lega e lo spirito di collaborazione tramandato di generazione in generazione trasforma ogni occasione in un momento speciale.
La loro cucina non è solo tradizione, ma un gesto d’amore verso la comunità, un filo che unisce passato e presente attraverso sapori autentici e sorrisi condivisi.
La “tavola” nel territorio Compignanese: la cucina umbra, ancora molto legata alle tradizioni contadine, si caratterizza per la sobrietà dei suoi piatti, per la ricerca di cibi genuini e per la varietà degli ingredienti, generosamente forniti dalle campagne.
Questa è una parentesi gastronomica in cui sono descritte alcune specialità tradizionali del territorio compignanese.
Detti e Proverbi
La storia e le tradizioni umbre spesso vengono riportate tramite detti proverbi e parole che, espressi nei vari dialetti dell'Umbria, hanno un fascino particolare.
Di seguito c'è una simpatica raccolta in dialetto perugino.

